
Dal 1966
La nostra storia
Una terrazza naturale sopra il Friuli, una casa colonica e una famiglia che ha ricomposto pezzo per pezzo un pezzo di collina.
Alla Vedova
Storia dell'azienda
Testo di Piero Fortuna, 1996
Una splendida terrazza naturale che si affaccia sul Friuli: dodicimila viti librate sopra un paesaggio arioso e avvolgente nel giro maestoso delle montagne e nella rincorsa petulante delle colline. E poi, ecco l'ampio respiro della pianura e laggiù l'incerto luccichio del mare.
L'Azienda Agricola San Rocco di Campeglio per Gianni Zamarian era un po' il luogo dell'anima. L'acquistò nel 1966, suo padre, il "sior" Giovanni, il cui ricordo aleggia ancora tra queste ordinate sequenze di verde. Allora, per la verità, era poca cosa: una casa colonica semidiroccata, un campo destinato a vite e poi spini ed erbacce.
È stato Gianni, negli anni successivi, a ricomporre con molta pazienza l'attuale universo dell'azienda agricola, con i vigneti che si allungano sul dorso della collina di Suffumbergo adiacente alla quattrocentesca chiesetta del castello di San Rocco. E bisogna dire che qui tutto, ora, ha la morbidezza di un abbraccio, dentro un'atmosfera antica, remota, colma di pace e di sole.
Alla cultura della vite si è aggiunta quella dell'olio, che in questi luoghi ha radici profonde. Con un vecchio frantoio di pietra per macinare le olive a freddo, nel rispetto della secolare tradizione mediterranea; il risultato è un olio di purezza straordinaria. E come vuole l'antica tradizione, non c'era casa senza acetaia, ecco in un angolo allineate le vecchie botti che risalgono ai tempi di nonna Felicita.
Piero Fortuna, 1996


«Il tempo dell'olio non si può accorciare: si può solo rispettare.»
dal racconto di Piero Fortuna, 1996


Radici antiche
Storia dell'olivicoltura in Friuli
Testo di Piero Fortuna, 1996
È al tempo dei romani che risalgono le prime notizie sulla coltura dell'olivo in Friuli.
Di ritorno dalle campagne di guerra nei paesi dell'Est europeo le legioni romane usavano sostare nella nostra regione per i necessari approvvigionamenti; ecco il perché dei nomi dei paesi quali Mels, Pers ed appunto Oleis noti allora per determinate tipologie di coltura.
Successivamente, al tempo del Patriarcato di Aquileia, la coltura dell'olivo in Friuli era tenuta in grande considerazione e diversi sono i documenti storici che testimoniano l'esistenza della produzione dell'olio. È durante l'impero di Maria Teresa d'Asburgo ed in particolare dalla seconda metà del diciottesimo secolo che la coltivazione dell'olivo nelle zone collinari del Friuli-Venezia Giulia divenne particolarmente protetta ed incentivata.
In seguito, a causa dei numerosi tagli delle piante durante le due guerre mondiali e di inverni particolarmente rigidi, si ricorda ancora l'anno 1929, la coltivazione è scomparsa quasi totalmente all'infuori di qualche esemplare secolare tuttora esistente ed in produzione nelle zone collinari del Collio e dei Colli Orientali.
È proprio a Campeglio di Faedis accanto ai ruderi dell'antico castello di Soffumbergo, in una zona protetta dai venti e con un clima invernale particolarmente mite che si trovano infatti numerosi vecchi olivi che hanno dato l'idea di incrementarne la coltivazione dell'olivo per così ricominciare la produzione dell'olio. È così che accanto ai filari delle viti e agli alberi da frutta negli ultimi quattordici anni sono state piantate oltre duemila piante e l'esperimento ha dato come suoi frutti l'OLIO EXTRA VERGINE DI OLIVA DEL FRANTOIO DI CAMPEGLIO, entrato in produzione ufficialmente nel 1995.
È il primo ed anche l'unico frantoio in Friuli che utilizza il metodo tradizionale della spremitura meccanica "a freddo": è lo stesso metodo che veniva utilizzato in tempi remoti solo che al posto degli animali a mettere in funzione le presse ora ci sono le macchine.
Nulla però è cambiato nei profumi e nei sapori!
Piero Fortuna, 1996
Vendita diretta
Il frutto di una storia lunga duemila anni
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